Marcello Vandelli

Artista

LA VIRTUALITA’ OLTRE L’UTOPIA

di Antonella Bonaffini
A volte potenzialità intrinseche ci appartengono ma per un periodo di tempo non quantificabile, rimangono sopite. Poi, improvvisamente, si palesano senza alcuna predeterminazione, nella maggior parte dei casi per un evento che sconvolge la nostra emotività e che riesce a valorizzare virtualità che non credevamo potessero appartenerci.
In quest’opera, riconducibile al simbolismo Vandelliano, un’esplorazione del tutto personale, un viaggio in quell’io che tutti vorremmo imparare a conoscere, si rivela esser un percorso doveroso.
Si parte da lontano, dal periodo dell’infanzia, che ci porterà a scoprire delle attitudini che, comprenderemo subito, potranno fare la differenza. Il tempo sarà il prezioso suggello di una sensibilità capace di andare oltre, di scardinare qualsiasi parametro che si presti alla normalità, portando ad annoverare nella nostra vita, eventi che nell’eccezionalità troveranno una solida costante.
E la virtualità crescerà, rincorrendo l’esistenza a trecentosessanta gradi, con l’entusiasmo a cibar gli eventi, la voglia di continuare a mettersi in gioco e costruire, e forse, persino a farci meditare.
Pensiamo a cosa sarebbe in effetti la nostra vita se non fossimo mossi dalla curiosità, pensiamo a cosa sarebbe se non ci potessimo avvalere della conoscenza, di quel “plus” che sempre ha fatto e sempre, tra gli individui, farà la differenza.
Sin dal momento in cui nasciamo, la nostra sarà una ricerca costante che, in particolar modo nei soggetti più sensibili, mai troverà armistizio alcuno o vigliacca assuefazione. In questa magnifica opera, il bimbo esce da un corpo, cresce, probabilmente si guarda intorno, sentendo ad un certo punto come irrefrenabile la voglia di proteggersi, di poter rientrare.
Una virtualità che sembra trascendere la caducità, andare oltre il sogno, una virtualità che sembra saper osare. Ed e’ proprio rapportandoci a quel sogno, che forse allora, per capire il senso di questa nostra irripetibile esperienza, che ci dovremmo realmente interrogare.

© 2021 Marcello Vandelli

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