Quelle silhouette pop di Marcello Vandelli

Marcello Vandelli è l’artista scelto dalla nostra redazione come Menzione Speciale Il Giornale OFF del 1o Premio Internazionale Arte Palermo presso il Teatro Biondo nell’ambito delle manifestazioni di Palermo Capitale della Cultura 2018.

L’artista, nato a Modena a San Felice sul Panaro nel 1958, esemplifica perfettamente il binomio arte/vita degli scrittori e degli artisti dell’età romantica dell’800, ma attualizzato al 21secolo: poco “maledettismo” e molta esperienza concreta. Marcello Vandelli è un artista ri-nato: una vita di avventure e di imprevisti  in giro per il mondo e il ritorno nella sua terra d’origine gli permettono di ri-conoscere, nemmeno vent’anni fa, il potenziale creativo della pittura.

Inizia come un Jackson Pollock magari anche più matto dell’illustre predecessore, in un fienile, a contatto con la memoria della sua terra e con lo sguardo ai Maestri del passato.  Privilegia il grande formato e questo è bene, in un momento in cui si pensa che dare priorità alle piccole dimensioni sia anche una strategia per contrastare la fallacia del mercato. E poi perché i francobolli li lasciamo volentieri ai miniaturisti.

Mille splendidi da soli, dim. 125×83, tecnica mista

Quelle silhouette pop di Marcello Vandelli

https://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2018/07/30/quelle-silhouette-pop-di-mercello-vandelli/


La solitudine, dim. 90×50, tecnica mista

poesia di natascia de sanctis

“Ti cerco, ti ho sempre cercato. Ho invocato il nome tuo e per troppo tempo non ho udito ritorno al mio pianto disperato.

Mi dicono sia un bambino capriccioso, che muova la volontà tua senza che tu ne sia consapevole.

Eppure ti ho sempre cercato.

Ma tu non avevi occhi per vedermi ed orecchie per udirmi.

Nel tuo mondo, a metà viene scisso il mio corpo, atroce ferita, dolorosa e silenziosa.

Grido senza suono in attesa di essere abbracciato e conosciuto, riconosciuto al tuo occhio.

La mente ed il cuore, aimè, disconnessi, trainano la propria acqua ognuno per sé, un’acqua amara priva di sacra unione.

Non sono un bambino capriccioso, voglio soltanto tu torni ad amarti.

Ora dimmi: se questo vuol esser un capriccio o se la felicità, a cui l’essere umano ambisce, non possa trascendere queste mie lacrime nelle tue rendendole accecanti?

Oh, se solo tu ricordassi… Ti ricordassi di me, di te.”

“I look for you, I’ve always looked for you. I invoked your name and for too long I did not hear my desperate cry.

They tell me it is a capricious child, who moves your will without you being aware of it.

And yet I have always looked for you.

But you had no eyes to see me and ears to hear me.

In your world, half my body is broken, atrocious wound, painful and silent.

I cry without sound waiting to be hugged and known, recognized to your eye.

The mind and the heart, alas, disconnected, pull their own water for themselves, a bitter water devoid of sacred union.

I’m not a capricious child, I just want you to come back to love you.

Now tell me: if this wants to be a whim or if the happiness, to which the human being aspires, can not transcend these my tears into yours making them blinding?

Oh, if only you remembered …. You remember me, you. “

– Natascia De Sanctis –

“L’INCONSCIO DISEGNATO:
I FOGLI AD OCCHI CHIUSI DI NATASCIA DE SANCTIS”

DISEGNO AD OCCHI CHIUSI

TECNICA: MATITE COLORATE SU FOGLIO NERO, 15X15 SENZA TITOLO (18.05.2018)

Lei, Natascia De Sanctis, è molto…”mistica”, i suoi disegni a matite colorate e rapidograph rimandano sempre a un universo, come dire?, extrafenomenico e una parte ben precisa del suo operare è totalmente calata in quello che, nella mamma della psicanalisi (cioè la Scuola della Salpetriere di Charcot, che ispirò a Freud il metodo dell’ipnosi poi abbandonato)  abbiamo visto essere il dettato sonnambulico e che nello specifico delle serie di disegni di Natascia De Sanctis prende la forma dell’automatismo psichico (rieccoli!, i surrealisti) occasionata dalla “cecità” autoindotta (leggi: disegna con gli occhi chiusi). Nel suo disegnare ad occhi chiusi è come connessa con il suo Daimon, il maestro interiore, l’oscuro inconscio.

La De Sanctis disegnando ad occhi chiusi  produce linee e forme simboliche ex post interpretabili come traduzione in linguaggio visuale del linguaggio dell’inconscio, non l’abisso di una psiche individuata e singola bensì l’inconscio collettivo.

L’inconscio disegnato: i “fogli ad occhi chiusi” di Natascia De Sanctis

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2018/07/24/linconscio-disegnato-i-fogli-ad-occhi-chiusi-di-natascia-de-sanctis/


Lasciatevi intrigare e coinvolgere dall’Arte poetica e simbolica di Marcello Vandelli.

Per me l’arte è emotività e i dipinti di Marcello Vandelli ne sono pervasi.

Marcello Vandelli è un pittore contemporaneo, nato nel 1958 a San Felice sul Panaro (MO).

La sua Arte è molto forte, certo non romantica, forse non immediata ma poetica sì, come poetici sono i titoli delle opere, molto importanti in quanto rappresentano una chiave di lettura, un indizio che l’artista ci concede per poter entrare in sintonia con i dipinti, senza tuttavia rivelarci il suo mondo più intimo.

Dall’osservazione dei dipinti, infatti, non ci è dato capire fino in fondo quali sensazioni hanno spinto ed ha provato l’autore nel realizzarli, quale messaggio ha voluto trasmettere. Ciò che le opere susciteranno in noi sarà fatalmente diverso, saranno emozioni elaborate in modo del tutto personale e soggettivo, ma questo è naturale e l’importante è che “un certo qualcosa passi” e provochi un moto interiore.

Lasciatevi intrigare e coinvolgere dall’Arte poetica e simbolica di Marcello Vandelli

 


Marcello Vandelli is a notable Artist ruling from Modena, Italy. Modena has eminently birthed many greats; Mary of Modena, Luciano Pavarotti, Mirella Freni and none other than fulfiller of midlife male fantasy himself, Mr Enzo Ferrari. We can appreciate that Modena has many great things to offer and we are intrigued to further investigate the greatness of the Vandelli brand. Within the confinement of the European elitist artistic establishment, Marcello’s work has been captured as a form of “deconstructed deconstruction.” To break down the “code” or unravel what “it” is about a Vandelli painting, is to dive deeply and swim or sink through life. His work is occupied with the uncontrollable past, the unquiet present, and the unforeseeable future. The circle of life, life’s revolving door.  Each of us lives in a piece of Vandelli’s art. Marcello’s ability to intuit people is a blessing, it is the mark which distinguishes all artists. Demons and Angels, Anchors and Oceans, Heaven and Earth, Women and Men, Crucifixion and Freedom, Children and Innocence, Business and Pleasure – his dominant themes are as old as time immemorial but they carry a representation of truth. A Vandelli painting has its own signature scent and this is what makes it a work of art.

 

continue on

http://www.pizazznews.com/marcello-vandelli/

 

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