Vandelli Marcello

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LA SOLITUDINE N.281

LA SOLITUDINE N.281

Opera n. 281 (anno 2017) – dim. 70×50 tecnica mista

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LA SOLITUDINE N.281
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  1. ELEONORA TABARELLI agosto 30, 2018

    “La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà” (Faber)
    Ognuno di noi ha provato nella sua vita l’esperienza della solitudine. Essa tocca profondamente ogni uomo, è ineliminabile e ci accompagna per tutta la vita, fin dalla nascita quando si è costretti ad abbandonare il ventre materno, cessando un rapporto di simbiosi che mai più si potrà rivivere. Proprio come quel bimbo, spezzato, teneramente indifeso e solo, proteso verso un futuro cupo, che nella sua infinita dolcezza, commuove e riporta alla mente immagini di una storia che continuamente si ripete. E nella solitudine nasce il desiderio di amare, se stessi e gli altri.
    Troppo spesso la solitudine è vista come una condizione spiacevole, da cui fuggire ad ogni costo. L’individuo è sopraffatto dalla incomunicabilità della società odierna, dal senso di precarietà costante, dall’alternarsi continuo di sentimenti contrastanti. Non basta vivere in mezzo agli altri, per sentirsi in compagnia; troppo spesso capita di sentirsi soli nella frenesia dei rapporti interpersonali, in balia degli eventi, privati della libertà di essere se stessi, nell’infinita ricerca di compiacere l’altro.
    E viene voglia di fuggire… Viene voglia di essere realmente soli, per ritrovarsi, per ristabilire un equilibrio interiore, senza più compromessi. Ed è allora che la solitudine, privata della sua disperazione, trova speranza e forza, nella conquista della propria individualità.
    La conoscenza di sé permette all’individuo di entrare in contatto con i sentimenti più intimi, di mutare atteggiamento e riscoprire l’essenziale. La solitudine è intrinseca al nostro essere, forse necessaria.
    “Gli uomini, disse il Piccolo Principe, coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano. E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa… ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

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